Vichinghi in nord America, di nuovo

vikings_final-adapt-352-1Che i Vichinghi avessero raggiunto le coste del “Nuovo Mondo” prima di Cristoforo Colombo è ormai una notizia assodata, negli anni ’60 infatti ad Anse aux Meadows – lungo costa nord dell’isola di Newfoundland in Canada – è stato trovato un accampamento Vichingo; ma che la permanenza in quelle terre fosse prolungata, o che avessero fatto più spedizioni, beh queste sarebbero scoperte del tutto nuove.

Forse un altro passo avanti è stato fatto, e presto potremmo sapere qualcosa in più sulla loro permanenza nel Nord America. L’Archeologa Sarah Parcak che da anni si occupa di “cercare” nuovi siti archeologici attraverso immagini satellitari, potrebbe aver trovato un nuovo accampamento vichingo a Point Rosee, alcune centinaia di chilometri a sud di Anse aux Meadows, sulla costa sud di Newfoundland; la tesi è supportata anche da alcune saghe nordiche che raccontano delle spedizioni oltre oceano. Durante l’estate è stato fatto un sopralluogo per confermare questa supposizione, e proprio in questo sito l’equipe di archeologi ha trovato un focolare utilizzato per lavorare i metalli. Non si è ancora sicuri che sia stato costruito dai Vichinghi, potrebbe essere di altre popolazioni, ma gli archeologi sono fiduciosi.

Per quale motivo sarebbero arrivati proprio in questa penisola? L’attracco in quest’area sarebbe stato facilitato dall’assenza di rocce sommerse; l’accesso alle spiagge è ottimo e si aveva un buon vantaggio sulle popolazioni locali, non molto amichevoli, in caso di attacco, avendo una buona visuale sul fronte nord, sud e ovest; il terreno è adatto alla coltivazione e la fauna ittica è ricca, favorendo così la pesca. Inoltre l’area è ricca di varie risorse minerarie: selce e torba per costruire manufatti e abitazioni, ma soprattutto quella più utile ai navigatori del nord: il ferro. In quest’area il ferro non è presente in miniere, si trova bensì nelle paludi dove il metallo viene portato, disciolto nelle acque, dai  fiumi; arrivato negli acquitrini viene quindi precipitato da alcuni batteri che lo usano nel loro metabolismo, formando consistenti depositi. Il ferro era una risorsa preziosa per i Vichinghi che lo usavano per costruire le loro navi, pensate che quella che è appena stata ricostruita in Danimarca ha richiesto l’utilizzo di ben 400kg di ferro. Proprio questo elemento sembra essere un ottimo presupposto per l’esistenza di un accampamento, in questo modo infatti era possibile riparare l’imbarcazione per prepararla al lungo viaggio del ritorno.

Attualmente l’unico sito Vichingo è l’Anse aux Meadows, un accampamento temporaneo abbandonato dopo pochi anni; se quello trovato fosse davvero un accampamento Vichingo allora ci sarebbero nuove conferme sulla saghe nordiche, inoltre ci sarebbe la conferma di un’attività più prolungata nelle Americhe da parte di queste popolazioni.

Fonti
Discovery Could Rewrite History of Vikings in New World

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Atlantide indiana

Lungo costa sud-est della penisola indiana, nello stato del Tamil Nadu, si trova la città di Mahabalipuram, conosciuta per il suo meraviglioso tempio sulla spiaggia, il Pancha Rathas (un tempio scavato nella roccia) e altri siti inclusi nel patrimonio dell’UNESCO. La città ha una storia molto antica tanto che già nel IV sec. era un importante sbocco portuale collegando la costa indiana con il Mediterraneo, lo Sri Lanka e la Cina. Altrettanto antica è una leggenda secondo la quale sul mare sorgesse un complesso di sette templi e che sei di questi vennero sommersi dalle acque.

Nel 2004, poco prima che lo Tsunami devastasse le coste dello Sri Lanka e dell’India, testimoni hanno affermato di aver visto, quando le acque si sono ritirate, lunghe strutture di pietra che sembravano pareti; così nel 2005 l’ASI – istituto indiano predisposto alle ricerche archeologiche – ha fatto dei primi sondaggi confermando che le grosse pietre componevano un muro alto circa 2 m e lungo 70 m. Venne usata un imbarcazione dotata di sonar che permise di osservare altri due templi sommersi.

Mancando gli equipaggiamenti però le ricerche si sono interrotte fino al mese di marzo di quest’anno quando la NIO (National Institute of Oceanographic) ha intrapreso nuovi sondaggi con l’intervento di sommozzatori, geologi ed archeologi; questi hanno permesso di identificare i resti di un porto e di uno dei templi sommersi. Le brevi rampe di scale e le pareti ritrovate sono coperte da una fitta vegetazione marina e sono state consumate dalle forti correnti oceaniche che lambiscono questo tratto di costa. Gli archeologi pensano che le strutture possano avere 1100-1500 anni.

Fonti:
Times of India: Millennium-old ‘sunken town’ found off Tamil Nadu
Submerged Pagodas off Mahabalipuram, Tamil Nadu – [PDF]
The legend of seven pagodas, Mamallapuram