Le indagini della chimica

Dimmi di cosa sei fatto e ti dico da dove vieni

Una delle cose che più mi ha colpito durante i miei recenti studi è stata rendermi conto di come un materiale che all’apparenza possa sembrare identico ad un altro in realtà mostri delle sottili differenze che ad occhio nudo non sono per nulla percepibili, per esempio le ceramiche. Prendiamo due vasi, provenienti da posti diversi e osserviamoli, potremmo notare magari che cambiano le decorazioni, la forma, le dimensioni; ma se prendiamo un frammento da entrambi e facciamo un confronto non penso che sapremmo distinguere uno dall’altro.

Facciamo un passo indietro: prendiamo una cartina in mano e immaginiamo due miniere, una a Milano e una a Palermo, da entrambe estraiamo argilla ma è inevitabile che quese non siano perfettamente identiche. Le miniere sono cresciute in tempi geologici differenti, a diverse condizioni, magari una è stata allagata da un fiume che ha portato con sé sostanze molto diverse “contaminandola”. Insomma una storia diversa ha fatto sì che si formassero argille diverse, che hanno le medesime proprietà, ma qualcosa che ci permette di distinguerle. Quelle caratteristiche che  variano sono chiamate elementi in traccia, ovvero elementi che non cambiano le proprietà dell’argilla e che si trovano in piccolissime percentuali. Ma come facciamo a capire quali elementi in traccia ci sono e in che quantità? Ecco che entra in gioco la chimica.

Per analizzare gli elementi in traccia si usano alcune tecniche tra cui le spettroscopie: la Spettroscopia in Fiamma, al Plasma o al Fornetto di Grafite; queste tecniche sfruttano il calore di una fiamma, di un plasma o di un piccolissimo forno (grande circa 2cm) per scaldare una piccola quantità di campione che inizia a inviare tanti deboli segnali. Ogni atomo infatti, se eccitato nel modo corretto, emette una precisa energia che siamo in grado di raccogliere e analizzare; l’altro grande vantaggio è che questi segnali sono quasi unici, quindi selezionandoli nel modo corretto possiamo capire cosa c’è e quanto ce n’è; e infine distinguere così la provenienza di un campione dall’altro.

Capire la da dove viene un oggetto, come un vaso, può essere molto utile e darci molte informazioni. Perché quel vaso si trova lì? Magari c’era una linea commerciale che collegava già al tempo le due città? Ma se commerciavano vuol dire che comunicavano, si conoscevano; se da Palermo sono arrivati a Milano allora almeno una delle due città doveva conoscere la navigazione… Tante altre domande iniziano a sorgere, tante domande che cercano altrettante risposte. Ecco che abbiamo fatto un nuovo passo verso la comprensione di un popolo del passato.